Il capitano non abbandona la nave. Deangeli rinnova con la Pall. Trieste

Niente sorprese, niente strappi. Quando il mare si fa mosso e le acque societarie ridefiniscono i propri confini, le certezze valgono il doppio. E per Trieste, la certezza più solida ha un nome, un cognome e una fascia ben salda sul braccio: Lodovico “Lodo” Deangeli. La firma sul contratto dovrebbe arrivare come il più naturale dei verdetti. All’indomani del riassetto societario e del CdA, che ha delineato il nuovo budget e le strategie future, il general manager Michael Arcieri ha messo al sicuro il punto fermo da cui far ripartire la squadra. Deangeli resta a casa sua, pronto a guidare i compagni in una stagione che si preannuncia di transizione, ma non per questo priva di ambizioni.

Il Dna giuliano come pilastro

Nato all’ombra di San Giusto nel 2000, Deangeli incarna quel “Dna Trieste” fatto di sudore, abnegazione e attaccamento viscerale alla maglia. Non è solo una questione di passaporto o di statistiche; è una questione di atteggiamento. Chi ha ancora negli occhi il finale della scorsa stagione – vissuto dal capitano con il setto nasale fratturato pur di non lasciare i compagni in piena emergenza infortuni – sa perfettamente che il numero 14 biancorosso è l’anima emotiva del PalaTrieste. In un mercato che si preannuncia inevitabilmente legato alla sostenibilità economica, blindare il pacchetto italiani era la priorità assoluta. Insieme a Michele Ruzzier e Francesco Candussi, Deangeli andrà a ricomporre lo zoccolo duro tricolore: una base di identità e affidabilità fondamentale sia per gestire lo spogliatoio, sia per trasmettere i valori della piazza ai nuovi stranieri che Arcieri andrà a pescare oltreoceano.

Il mercato entra nel vivo

Risolta la pratica capitano, il focus della dirigenza si sposta ora sul resto del roster. Con la conferma di Deangeli, Trieste lancia un segnale chiaro a tutto l’ambiente: ridimensionamento del budget non significa ridimensionamento dei sogni o del carattere.

La nave biancorossa ha mantenuto il suo timoniere in campo. La palla ora passa alla scrivania di Arcieri, chiamato a costruire attorno a Deangeli una squadra operaia, affamata e con lo stesso spirito di sacrificio del suo capitano. I tifosi possono respirare: il cuore di Trieste batte ancora forte.

Redazione MB